mercoledì 7 gennaio 2009

Megaminiseries

Ecco un elenco di meraviglie, miniserie per la televisione (in gran parte dalla HBO, tranne un paio) e vincitrici di premi Emmy e Golden Globes.
Prendetela come una wish-list :)

Dalla Terra alla Luna (1998)

Dvd-store: 64,90 €
Play.com: 25,49 €
Miniserie HBO in 12 episodi sulla storia delle missioni spaziali Apollo, prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks.

The Corner (2000)

Play.com (Region 1): 19,70 €
Miniserie HBO in 6 episodi su una famiglia povera di Baltimora alle prese con lo spaccio di droga.

Band of Brothers (2002)

Dvd-store: 99,90 €
Play.com: 47,49 €
Miniserie HBO in 10 episodi sulla storia di una compagnia di soldati paracadutisti americani in Francia durante la Seconda Guerra Mondiale. Prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks.

Taken (2003)

Dvd-store: 59,90 €
Amazon.co.uk (usato): 28,29 £
Miniserie Sci-Fi in 10 episodi su varie generazioni di una famiglia che ha a che fare con un alieno. Prodotta da Steven Spielberg.

Angels in America (2004)

Dvd-store: 20,90 €
Play.com: 9,90 €
Miniserie HBO in 4 episodi sui problemi della comunità omosessuale durante i primi anni della diffusione dell'AIDS. Cast stellare: Al Pacino, Meryl Streep, Emma Thompson, e altri.

Empire Falls - Le cascate del cuore (2005)

Play.com (Region 1): 5,34 €
Miniserie HBO in 2 episodi sulla vita in una cittadina americana. Cast stellare: Paul Newman, Philip Seymour Hoffman, Ed Harris, Helen Hunt.

Into the West (2006)

Play.com (Region 1): 23,61 €
Miniserie TNT in 6 episodi su due famiglie del West americano, una bianca e una indiana, prodotta da Steven Spielberg.

Elizabeth I (2006)

Dvd-store: 17,90 €
Miniserie HBO/Channel 4 in 2 episodi sugli ultimi 25 anni di regno della regina Elisabetta I d'Inghilterra (fine XVI secolo). Con Helen Mirren e Jeremy Irons.

Bury My Heart at Wounded Knee (2007)

Play.com: 6,99 €
Film TV HBO di 137 minuti su una famiglia di indiani d'America e la loro storia alla fine del Novecento.

John Adams (2008)

Play.com: 40,49 €
Miniserie HBO in 7 episodi sulla storia dell'indipendenza degli Stati Uniti d'America vista con gli occhi di John Adams, il secondo Presidente. Prodotto da Tom Hanks, interpretato da Paul Giamatti, Laura Linney, Tom Wilkinson.

Quanto sbavo... il Blu-ray di Band of Brothers sarà mio al più presto (fralaltro l'edizione inglese, che costa la metà di quella italiana, ha anche l'audio italiano!). Così come John Adams e qualcuna di quelle che costano meno di 10 euro. Però le voglio tutte ;_;

In Italia invece fanno Miacarabefana.it e Artemisia Sanchez... che schifo...
No, vabè, c'è pure da citare qualche ottimo film TV, tipo Paolo Borsellino o Karol - Un uomo diventato Papa [le ho già entrambe in DVD], o altre che non ho visto ma che mi dicono essere ottime, come Perlasca - Un eroe italiano.

Viva le miniserie!

domenica 28 dicembre 2008

Il Maestro e il capellone

In questi felici giorni natalizi si è consumato uno scontro all'ultimo sangue sulle pagine de La Stampa (quelle online almeno, non so se anche su quelle cartacee) fra il Cavaliere di Gran Croce Uto Ughi, famoso presso il popolino per il suo comunissimo nome di battesimo (abbreviazione dell'ancora più solito Diodato), e Giovanni Allevi, famoso presso il popolino per la sua simpatica calvizie.

Motivo dello scontro è il concerto di Natale in Senato, condotto proprio dal giovane compositore e pianista Allevi per volontà del mecenate Schifani al grido di "LARGO AI GIOVANI!".
Al Maestro Ughi la cosa non è andata giù, e ha sparato veleno sul povero capellone reo di essere popolare come Jovanotti (che l'ha "scoperto"), di fare musica facile, che "un tempo non l'avrebbero nemmeno ammesso al Conservatorio".

Io lo capisco, Ughi, anche a me dà spesso fastidio la gente che si avvicina a cose un tempo di nicchia solo perché è arrivato un pimpante messia, anche perché chi invece a quella nicchia ci apparteneva sa quant'è duro sentirsi emarginati per la propria passione. Non c'è più rispetto per gli sfigati...
D'altro canto non è certo colpa di Allevi se il popolino si fa sedurre da un giovincello che zompetta, che è sempre felice, che va a braccetto con Jovanotti. Perciò trovo ingiusto aver accusato Allevi sul piano musicale oltre che su quello mediatico. Poi, oh, io non me ne intendo di musica, ma come ha giustamente risposto Allevi (ammesso che Ughi abbia ragione e Allevi sia mediocre) "com'è possibile che la musica offenda?".

La faccenda mi ha appassionato. Mi ha coinvolto. Allevi con tutta la sua umiltà racconta di quando era un piccolo fragile capellone che si intrufolò nei camerini per strappare un autografo a Uto Ughi, all'epoca il suo mito. E aggiunge che quel trofeo che per anni è stato motivo di orgoglio ora non ha più nessun valore. GIOVANNI! Giovanni... quanto ti capisco. Ho giusto recentemente provato una simile umiliazione con un autore di fumetti. Non c'è più rispetto per gli sfigati...

giovedì 11 dicembre 2008

I'm LOST again

Come qualcuno avrà notato, è cambiata la grafica di questo blogghino. E' riapparso un countdown, fralaltro, che conta i giorni (41, al momento) e le ore (08, al momento) mancanti alla quinta stagione di Lost. Così questa settimana ho cominciato a rivederlo da capo, sperando di riuscire a completare tutte le quattro stagioni (a me senza funghi, grazie) prima del fatidico 21 gennaio 2009, data di messa in onda del primo di diciassette nuovi folgoranti episodi che ci accompagneranno fino a maggio.

Comunque più lo rivedo più mi rendo conto di quanto sia fantastico... e più mi rendo conto di quanto siano pessimi gli attori, o quantomeno il loro esagerato sensazionalismo rispetto a ciò che accade sull'isola (non è colpa degli attori, ma di chi scrive i loro ruoli). E' un po' ridicolo, ed è quello che all'inizio mi tenne alla larga da Lost. Ma una volta superato questo ostacolo (i personaggi, almeno sull'isola, saranno sempre più ridicoli nel corso delle stagioni...) i misteri di questa serie TV diventano una droga.

martedì 9 dicembre 2008

Raidue se l'è presa nel cul e fa ammenda

Ecco qua. E vediamo se si permettono un'altra volta di fare questi scempii E culturali E civili.

Raidue va' a dar via il cul...

I segreti di Brokeback Mountain
Tre premi Oscar su otto nominations di cui due agli attori in questione, Leone d'oro a Venezia, quattro Golden Globes, decine di altri premi della critica...
Ma la RAI Radio Televisione Italiana è superiore a tutto questo. La RAI ha la coscienza e la competenza per censurare quali che siano capolavori del cinema (e se non sbaglio in Italia era anche distribuito da Rai Cinema).

Fatto sta che ieri sera in seconda serata andava in onda su Raidue la prima TV di questo film straordinario, storia di due cowboy gay. Peccato che su Raidue il rapporto gay non si sia visto. Quindi per chi l'ha visto per la prima volta sulla nostra emerita TV di stato questo film è la simpatica storia di due cowboy che pascolano pecore.

Assurdo... che schifo... questo succede quando alla Rai ci metti i politici e non gli intellettuali... dio santo...
So che non è la prima volta che succede, ma è la prima volta che la cosa mi tocca così da vicino, e è una situazione nauseante... altro che pagare il canone.